Eccoci qui con lo speciale di MobileTeck sull’evento HTC di questa mattina.

Dopo tutte le indiscrezioni, le immagini leakkate su Weibo, le specifiche trapelate e i wallpapers procurateci dal buon LlabTooFer, finalmente HTC oggi ha tolto i veli alla sua nuova serie U. Che dire? Personalmente la presentazione mi ha lasciato a metà tra lo stupore e la felicità da un lato (in primis perché i Taiwanesi hanno tenuto una vera conferenza stampa dopo tempo immemorabile), e dall’altro una leggera insoddisfazione.
Si voglia perché probailmente EvLeaks aveva fatto trapelare un video di uno smartphone molto diverso la scorsa settimana, indicandolo come il famigerato Ocean tanto vociferato, ma anche perché d’altronde sembra un po’ come se HTC abbia semplicemente deciso di entrare nel mondo dei glass-smartphone. Certo, lo ha fatto come al solito solo “lei” sa fare nel campo Android: con originalità, con un sacco di nuove features come il doppio display che dà suggerimenti sul modello Ultra, il nuovo tipo di audio adattivo e infine il nuovo assistente vocale, però qualcosa in più me la sarei aspettata, anche se certamente l’azienda ha riservato il meglio per i prossimi mesi, con il nuovo vero top di gamma. Ma un altro grande motivo per cui HTC ha un po’ fallito nell’impressionarci oggi sono anche alcune specifiche tecniche dei nuovi modelli che ci fanno un po’ “storcere il naso”, ovvero il prezzo elevato dell’ U Ultra, improponibile dopo due anni di Galaxy in vetro, e infine il SoC Helio P10 del medio gamma U Play, che per quanto possa essere efficiente, non è sicuramente il meglio che si possa offrire a inizio 2017.

Insomma, HTC da un lato forse sta cominciando davvero a dare segni di voler risalire la “china” con tutta sé stessa, soprattutto dopo i risultati finanziari per nulla soddisfacenti dei passati due anni, dall’altro però sbaglia ancora nei suoi classici, storici punti deboli, ovvero i prezzi troppo alti dei terminali e le specifiche un po’ sottotono per cercare di ridurre i prezzi.  Certo proporre terminali di qualità così elevata oggi, in un mercato quasi completamente egemonizzato da smartphone cinesi a prezzi stracciati e le classiche Samsung e Apple, non è per niente facile. Ma purtroppo è anche vero che prezzi più bassi e in linea con la concorrenza, una maggiore pubblicizzazione e una più significativa presenza sul territorio sono degli elementi essenziali per il brand Taiwanese per riuscire a riprendersi. Ben venga quindi a mio parere la volontà dell’azienda di tornare a investire sul marketing e puntare sull’elevata qualità dei prodotti, ma i costi dei prodotti devono essere ridimensionati ancora di più e bisogna investire sulla distribuzione fisica, vero fulcro della vendita. Non dimentichiamo infatti che lo scorso anno l’azienda di Taiwan aveva annunciato l’infausta chiusura della filiale Italiana, privando così, nonostante vari proclami, il nostro Paese di una vera distribuzione, se non quella online. E questo purtroppo non può e non deve accadere per un brand tanto importante, soprattutto nel mondo di oggi, così aggressivo, competitivo e attento all’apparenza, più ancora che alla qualità o al design.

E allora, con l’augurio che HTC capisca dai propri errori, speriamo questo possa essere finalmente l’anno della ripartenza di un’azienda leader nel settore come poche altre, che ha portato la qualità e l’innovazione al centro del mondo Android, un po’ come ha fatto Apple nel mondo iPhone.

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Simone Petripaoli nasce a Rieti il 9 agosto 1989. Appassionato di Tecnologia fin da bambino si accosta ufficialmente a questo mondo quando i nonni gli regalano il suo primo Computer. Da quel momento non potrà più fare a meno di interessarsi a tutto ciò che può essere definito “Tecnologico”, dai PC ai Videogames, dagli Smartphone ai Tablet, dai Wearable ai VR. Complice la passione e la voglia di trasmettere agli altri l’amore per la Tecnologia, nel 2016, grazie all’incontro e alla collaborazione nata con PcNetwork , viene fondato Mobileteck.it.